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Musical La Regenta

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125 anni de La Regenta

Leopoldo Alas, detto Clarìn, pubblicò il secondo tomo del capolavoro della narrativa spagnola del secolo XIX nel febbraio del 1885. Senza prologo, con disegni di Limona e Gomez Polo, la storia di Ana Ozores e Fermin de Pas vedeva il termine con quindici capitoli definitivi. La principale novella dell’autore asturiano fu pubblicata in due tomi, il primo dei quali nel 1884. “Poche opere hanno suscitato un interesse tanto profondo”, scrive Galdòs sulla famosa opera letteraria.

Oggi “la Regenta”, opera fondamentale del naturalismo e del realismo più innovativi, viene pubblicata, in quasi tutte le sue edizioni, in un unico volume di 30 capitoli. Tuttavia, nel secolo XIX, nella prima metà degli anni 80 per l’esattezza, le sue quasi mille pagine furono date alle stampe in base a due progetti che, pur essendo in fondo la stessa cosa, il suo autore, l’ineffabile Leopoldo Alas “Clarìn”, volle dividere in due volumi, separati per di più da 12 mesi di lavoro. Nel 1884 videro la luce i primi 15 capitoli e nel 1885 l’avventura definitiva: il triangolo proibito tra Ana Ozores, il dongiovanni Alvaro Mencias e il prete Fermin del Pas, culminava chiudendo i cerchi concentrici dell’opera, che giungeva alle librerie con i disegni di Juan Llimona e Enrique Gomez Polo.

Questa pubblicazione, che secondo alcune fonti ebbe luogo il 12 di Febbraio e secondo altre alcuni giorni prima, il 9, compie ora 125 anni. Un secolo e un quarto che merita di essere ricordato per questa novella, perla della narrativa universale, autentico affresco della Spagna della Restaurazione, che trasforma Oviedo in una città letteraria (Vetusta). Una grande storia che, come ha scritto Pérez Galdòs, è un’opera in cui “c’è molto da ammirare, incanto dell’immaginazione da una parte e passatempo del pensiero dall’altra”.

Afferma ancora il Pérez Galdòs: “poco opere hanno suscitato un interesse tanto profondo, la veridicità dei personaggi e la vivacità del linguaggio mi hanno fatto dimenticare le dimensioni dell’opera, terminando la lettura con il dispiacere di non disporre di una continuazione della trama e di una nuova reincarnazione dei personaggi”. Galdòs incluse questi e molti altri elogi nell’introduzione alla terza edizione della Regenta (che coincise con l’anno della morte di Alas, il 1901). e lo fece a seguito di molte richieste dello stesso autore, come assicura il Professor José Marìa Martìnez Cachero, uno dei maggiori esperti dell’opera clariniana.

La prima edizione, sia il primo che il secondo tomo, fu data alle stampe senza prologo, sicuramente al centro di un vero e proprio scandalo, poiché l’opera fu considerata anticlericale per i temi trattati. Nemmeno alla seconda, ma solo alla terza edizione l’autore di “Fortunata e Jacinta” decise di scriverne il prologo. Galdòs e Clarin furono sempre uniti dall’amicizia, ma gli accadimenti li hanno portati a confrontarsi in una competizione che rende rivali per l’appunto i loro capolavori: “la Regenta” e “Fortunata y Jacinta”. Quale delle due opere è la novella principale della letteratura spagnola del secolo XIX? Secondo Cachero non vi sono risposte a una domanda tanto complicata. “E’ una diatriba che non si sa perché abbia impegnato tanto i critici.

La cosa certa è che le due opere sono tanto magnifiche quanto lo sono i loro due autori”. La cosa sicura è che nessuno dei due autori avrebbe potuto immaginare che un giorno, un secolo dopo, i loro nomi sarebbero stati divisi, quando, in realtà, le loro carriere progredirono unitamente. Di fatto, fu Galdòs “l’esempio immediato che animò Leopoldo Alas a intraprendere la composizione di una novella”, narra il professore di Oviedo. Fino al 1883 Clarin aveva lavorato principalmente come critico (i sei tomi delle Opere Complete dedicate all’attività di critico di Clarin ne sono una chiara testimonianza).

Fu in quest’anno che, dopo lunghe conversazioni con Galdòs, Clarin decise di smettere il mestiere che gli stava dando da mangiare per intraprendere l’avventura che, infine, gli ha procurato un suo posto nella storia. Iniziò a scrivere la Regenta, indubbiamente il suo capolavoro, ma altre opere come “Su ùnico hijo” ottennero un notevole successo nella loro epoca.

La Regenta è un capolavoro per vari motivi. Il primo, secondo tutti gli studiosi, deriva dal fatto che la sua trama principale, l’adulterio, viene trattato come mai era stato fatto prima nella letteratura spagnola. A livello europeo si possono trovare casi simili, ma non a livello nazionale. “Madame Bovary” di Gustave Flaubert e “Anna Karenina” di Tolstòj ancora oggi vengo presi a esempi ispiratori della passione tra i protagonisti de la Regenta.

L’influenza di Flaubert, soprattutto di Madame Bovary, impregna gli strati più profondi de la Regenta, ma lo stesso accade in opere di altri importanti novellisti della seconda metà del secolo”, scrive Martìnez Cachero nella sua ultima analisi della novella Ciò che importa all’autore La giovane, “bella, provinciale e inesperta Ana Ozores” (come la definisce Cachero), si sposa con Victor Quintanar, ex reggente del tribunale di Vetusta, “uomo buono, noioso e molto più grande di lei”.

Ana si sente sempre più frustrata e cede alle attenzioni di Alvaro Mesìa. Lo stesso confessore della ragazza, don Fermin de Pas, uomo di umili origini, “superbio e ambizioso”, si innamora di lei e reagisce con gelosia nel vedere Ana cadere tra le braccia di Alvaro.

Per Martin Cachero,come per altri esperti, questa premessa, che costituisce la base della novella, non era ciò che preoccupava l’autore. “Egli dà importanza allo scenario: Vetusta che fa da contorno a tutto ciò che si va sviluppando. Inoltre crea una lotta tra Fermin e Alvaro per la possessione fisica di Ana che rappresenta la lotta tra i due poteri della città: il clero più retrogrado e il potere dei signorotti mascherato dal liberalismo”. Tutta l’opera è pervasa dal sentimento critico e morale di Clarin. Ciò gli procurò molti nemici e infinite critiche. Furono così tante che, secondo molti studiosi, finirono per influire sulla sua opera posteriore che, probabilmente per questo motivo, non andò molto lontano.


Viernes el 19 de Febrero
Sonidos de Carnaval
Concierto de música jazz con el Jon Worrell trio

Jon Worrell: saxófono y flauta traversa
Daniele Brusha: piano
Matteo Zucchini: contrabajo

Standard jazz, latin, bebop
Info /cell:  3298519391
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